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Il cloruro di sodio, elemento fondamentale
per l’alimentazione e nella storia umana, si ricava o
dall’evaporazione delle acque di mare o dall’estrazione di
cristalli di salgemma.
In Sicilia sono sfruttate entrambe le
fonti: le saline, concentrate soprattutto nel tratto di
litorale da Trapani a Marsala, e le miniere, alcune delle
quali – in provincia di Agrigento e di Palermo – ancora in
attività.
In località Raffo di Petralia Sottana, a
un’altitudine media di 800 metri, esiste un grande giacimento
sfruttato industrialmente da una trentina d’anni ma
documentato dal periodo aragonese e noto forse fin dai tempi
degli Arabi, che nel vicino fiume Salso (un nome dalla
trasparente etimologia) avevano una sorta di “via del sale”.
La particolare evoluzione geologica del
sito ha consentito l’accumularsi di depositi di salgemma di
straordinaria purezza (oltre il 99,4% di cloruro di sodio) e
quindi l’estrazione di un sale da tavola di eccezionale
qualità, commercializzato direttamente dalla società
concessionaria della miniera.
(fonte: Atlante
parchi.com) |