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Materia prima:
siero di latte di
pecora, con aggiunta di latte.
Tecnologia di lavorazione:
si porta il siero, cui viene
aggiunto del latte, a 85-90 gradi, mescolando continuamente
(preferibilmente con un bastone di
"ferla" ). Dopo
l'affioramento del coagulo, si aggiunge acqua fresca con
immersi dei rametti di fico appena colti, si raccoglie e si
mette nelle apposite forme a spurgare. La salatura si effettua
talvolta (in provincia di Catania in particolare).
Stagionatura:
non si effettua, si consuma fresca.
Caratteristiche del prodotto finito:
altezza: cm 30
circa; diametro: cm 20; peso: Kg 1,5: crosta: assente; pasta:
cremosa; colore: bianco.
Area di produzione:
zone del pecorino. Particolarmente
pregiate le produzioni di S. Fratello (ME), Vizzini (CT),
Monterosso Almo (RG), Roccella Valdemone (ME), Pollina (PA),
Piana di Catania e paesi etnei, Troina (EN), Ragusa, Bivona
(AG), Palazzo Adriano (PA), Raffadali (AG).
Calendario di produzione:
da settembre a giugno.
Note:
prodotto di larghissimo consumo, soprattutto
nella pasticceria ma anche nella cucina tipica siciliana.
Conosce una molteplicitā di varianti: 1) ricotta ccu sieru,
consumata ancora calda mista al siero come una zuppa (piatto
di rara bontā ottenibile solo in azienda); 2) ricotta salata,
stagionata per la grattugia per almeno tre mesi in ambienti
arieggiati del catanese e del palermitano; 3) ricotta
infurnata, immessa nel forno caldo fino a formare una crosta
di colore bruno: talvolta previa stagionatura e salatura, ma
quasi sempre fresca; 4) ricotta sicca, asciugata al sole e
ritirata in casa al tramonto fin quando la pasta si presenterā
ben soda. Di tutte queste varianti - come della stessa ricotta
frisca di vacca- non sono stimabili la produzione e il valore.
La ricotta salata spunta prezzi di oltre 5.000 lire al
chilogrammo.
fonte: Atlante dei Prodotti Tipici Italiani, INSOR,
1989-1995 |