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Intorno al 1890, in
conseguenza del perdurare della crisi della gelsicoltura,
sulle pendici della media e alta collina si assistette alla
diffusione di un altro protagonista del paesaggio agrario
nebroideo, ossia il nocciolo; questa coltura, giā presente in
passato nel territorio tortoriciano, grazie alla sua facilitā
di adattamento, al suo apparato radicale molto fitto e quindi
atto a prevenire lerosione del suolo, e ovviamente alla sua
produttivitā, riuscė a sostituire degnamente la coltura del
gelso. I noccioleti, estesi circa 12 mila ettari e con un
vastissimo patrimonio genetico, forniscono produzioni pregiate
soprattutto dal punto di vista qualitativo. Tra le cultivar
principali si ricorda la Curcia, la Carrello, la Ghirara, le
diverse Minnulare. Largamente impiegate nella pasticceria
locale, per la preparazione di ottimi gelati, semifreddi e
dolci caratteristici quali: la pasta reale, i croccantini, il
torrone e i rametti.
(fonte: Atlante
parchi.com) |