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La zona di produzione di questo salume
comprende il comune di San Marco, i comuni di Castell’Umberto
e Mirto, nella Valle del Fitalia, e Sinagra, nella Valle del
torrente Naso.
È ottenuto da carni di maiali di razza
Large White, Landrace, Nero dei Nebrodi e loro incroci. I
tagli utilizzati sono coscia, spalla e lombi per la parte
magra, pancetta per quella grassa.
La carne e il grasso, tagliati a grana
grossa in punta di coltello, sono conciati con sale, pepe e
talvolta peperoncino.
Quest’ultimo ingrediente caratterizza il
salame di San Marco, differenziandolo dall’analogo insaccato
prodotto nella poco distante cittadina di Sant’Angelo di
Brolo.
L’impasto è insaccato nel budello gentile
suino, conosciuto in Meridione col nome di cularino: le sue
pareti, particolarmente grasse, mantengono morbido il salame
anche al termine di una lunga stagionatura.
Questa, in funzione della pezzatura (tra
500 e 1000 grammi), varia mediamente dai due ai tre mesi. Più
raramente, i salami sono messi in commercio dopo soli 40
giorni o dopo quattro mesi.
(fonte: Atlante
parchi.com) |