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Cannulicchi

CATEGORIA DI APPARTENENZA DEL PRODOTTO
Prodotto da forno

SINONIMI E TERMINI DIALETTALI
Cannòlu, Cannòla.

MATERIA PRIMA
Per la pasta: farina di grano duro, zucchero, tuorlo e bianco d’uovo nella proporzione di 2 a 1, vino bianco dolce e vaniglia. Per il ripieno: ricotta non salata, pistacchi e cioccolata in scaglie.

CARATTERISTICHE
Un involucro cilindrico di pasta dorata e croccante ripieno di dolce ricotta. Le dimensioni di questo pasticcino variano notevolmente. Nella zona di Palermo vengono usati degli involucri molto piccoli (circa 5 cm) che vengono chiamati "cannulicchi", nella Piana degli Albanesi, invece, c’è la tradizione di preparare degli enormi cannoli: più di 20 cm. Il ripieno consiste di ricotta fresca, preferibilmente non salata, e zucchero che vengono setacciati insieme. Talvolta si aggiungono delle scaglie di cioccolata. Il ripieno viene inserito nelle "scorze" ed il tutto guarnito con pistacchi triturati.

TERRITORIO INTERESSATO ALLA PRODUZIONE
Tutta la Regione.

METODICHE DI LAVORAZIONE, STAGIONATURA E CONSERVAZIONE
La pasta è fatta con farina di grano duro, zucchero, tuorlo e bianco d’uovo nella proporzione d 2 a 1 e aromatizzata con vino bianco dolce e vaniglia. La pasta viene lavorata bene e poi stasa sottilmente e tagliata in quadrati di cm 10 di lato. Ogni quadrato viene poi arrotolato in una canna corta (o cilindro metallico) di circa 2,5 cm di diametro, così che le due estremità che si incontrano possono essere ben unite. Le canne avvolte di pasta vengono fritte in olio fino a che non si dorino, poi vengono scolate e lasciate freddare. Queste "scorze" possono durare molte settimane. Oggi vengono cotti al forno

MATERIALI ED ATTREZZATURE (preparazione, condizionamento, imballaggio)
Acquisizione dati in corso

LOCALI (lavorazione, conservazione, stagionatura)
Acquisizione dati in corso

ATTESTAZIONE DELLA DATABILITÀ DEL PRODOTTO (25 ANNI)
Acquisizione dati in corso

MOSTRE E SAGRE


NOTE
Un dolce tradizionale siciliano di Carnevale molto appezzato sia dall’aristocrazia che dalle classi popolari. Perfino dei poemi sono stati scritti in lode del cannolo. In uno di essi questo dolce è stato definito la "verga di Mosè". Considerato come un dono gradito, viene regalato a parenti o ad amici in grandi vassoi da dodici, ventiquattro o più pezzi. Il vassoio che contiene pasticcini può essere fatto della stessa pasta croccante del cannolo e avere la forma di un turbante; viene allora chiamato "testa di turcu". Le pieghe della pasta vengono riempite dello stesso ripieno e al centro viene posta una corona di cannoli. Questo creativo dessert viene servito alla cena di Carnevale come gran finale. Comunque, di recente sono stati introdotti dei ripieni di crema (semplice o alla cioccolata), decorata con bucce di arancia candita o ciliegie glassate. L’origine del termine cannolo deriva da "canna", ossia i tronchetti internodali del "Arudo donax" sui quali viene avvolta la pasta da friggere.

fonte: http://www.agroqualita.it/

 LE AZIENDE PRODUTTRICI

 
 
 
 
 
 

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